DECOMPRESSIMETRI

Nella mia collezione ho due D.C.P. analogici che funzionano a pastiglia di ceramica, ma non so altro , vorrei sapere cosa implica il funzionamento a " pastiglia di ceramica"
Grazie.

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Risposta
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Risposta:

Lo schema di funzionamento del decompressimetro DCP SOS è illustrato nelle quattro figure qui sotto, purtroppo con il testo in Inglese.
I componenti principali dello strumento sono mostrati nella figura 1.
Il setto di ceramica è inserito tra due camere presenti all'interno dello strumento, entrambe contenenti aria: una camera flessibile collegata con l'ambiente esterno e che si trova sempre alla pressione ambiente e una camera rigida all'interno della quale è inserito il meccanismo di misura della pressione (nel caso del modello DCP un indicatore a tubo di Bourdon).
Il setto di ceramica si comporta come una barriera semipermeabile al passaggio di gas e cioé una sorta di ostacolo il superamento del quale è funzione della differenza di pressione esistente tra le due camere e del tempo. Ottimizzando le caratteristiche del setto come velocità di passaggio del gas (praticamente lavorando sulla dimensione delle microporosità interne e sullo spessore) si può ottenere un sistema che simula la legge di assorbimento dell'azoto da parte dei tessuti corporei umani. Per il DCP in particolare, considerando che lo strumento lavora con un singolo setto di ceramica, si prende in considerazione un tessuto "medio" che dovrebbe rappresentare in maniera approssimativa il meccanismo di assorbimento e di rilascio dell'azoto da parte del corpo umano.
Durante la fase di discesa la pressione nella camera flessibile dello strumento è maggiore di quella esistente nella camera rigida e pertanto l'aria si sposta, con la velocità ridotta di cui abbiamo parlato prima, dal primo al secondo attraversto il setto e l'indicatore si muove verso la zona rossa. Questo processo è illustrato nella figura 2.
Durante la fase di risalita il meccanismo di passaggio dell'aria tra le due camere si inverte in quanto la pressione nella camera elastica si troverà a valori inferiori rispetto a quella esistente nella camera rigida. Questa fase è ben illustrata nella figura 3
Naturalmente il funzionamento dello strumento, essendo basato su un modello a singolo tessuto, non avrebbe potuto simulare esattamente ciò che avviene nella realtà e le indicazioni delle tabelle di immersione più diffuse all'epoca. Ed infatti le letture dello strumento erano più o meno conservative rispetto alle tabelle in base alla profondità d'immersione. Tale prestazioni sono illustrate nella tabella in figura 4.

Risposta di Maurizio Baldinucci, 22 aprile 2020

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